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Suicide Squad

  • Uscita:
  • Durata: 122min.
  • Regia: David Ayer
  • Cast: Will Smith, Jared Leto, Jai Courtney, Margot Robbie, Viola Davis, Joel Kinnaman, Cara Delevingne, Adewale Akinnuoye-Agbaje, Scott Eastwood, Ben Affleck, Jay Hernandez, Adam Beach, Karen Fukuhara, Jim Parrack, Ike Barinholtz, Jesse Eisenberg, Corina Calderon, Michael Murray, Raymond Olubawale, Common, David Harbour, Ted Whittall, Matt Baram, Birgitte Solem, Dan Petronijevic, Jaime FitzSimons, Agueda Cardenas, Valiant Michael, Andrew Bee, Robin Atkin Downes, Shailyn Pierre-Dixon, Ezra Miller
  • Prodotto nel: 2016 da ATLAS ENTERTAINMENT, DC ENTERTAINMENT, LIN PICTURES, IN ASSOCIAZIONE CON RATPAC-DUNE ENTERTAINMENT
  • Distribuito da: WARNER BROS. PICTURES ITALIA
  • Tratto da: fumetto "Squadra omicidi" di John Ostrander (DC Comics)
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TRAMA

Stati Uniti. Un ente governativo segreto, gestito da Amanda Waller e chiamato Argus, decide di assemblare un team chiamato "Squadra suicidi" reclutando i più pericolosi supercriminali del modo che, in cambio della libertà o della propria vita, sono chiamati a compiere missioni estremamente rischiose.

Dalla critica

  • Cinematografo

    Tra Batman v Superman e Justice League , la DC Comics piomba sugli schermi (dal 13 agosto in Italia) con Suicide Squad , trait d’union tra i due film diretti da Zack Snyder (come capiamo dall’incipit: Superman non c’è più; e dall’inserto nei titoli di coda: l’incontro con Batman/Ben Affleck che accenna ai suoi “amici”). Affidato a David Ayer (già regista, tra gli altri, di Harsh Times – I giorni dell’odio e Fury ), che ne cura anche lo script, il film ha un discreto impatto soprattutto per quello che riguarda la parte iniziale, quella in cui l’ufficiale dell’intelligence USA Amanda Waller (Viola Davis) – deciso ad assoldare i super cattivi più pericolosi del pianeta per fronteggiare eventuali minacce sovra e “metaumane” – ci illustra le peculiarità dei vari Deadshot (Will Smith), killer impeccabile, Harley Quinn (Margot Robbie), ex psicologa all’Arkham Asylum, ora folle psicolabile nonché fidanzata del Joker (Jared Leto), Capitan Boomerang (Jai Courtney), abile scassinatore, El Diablo (Jay Hernandez), capace di generare il fuoco, Killer Croc (Adewale Akinnuoye-Agbaje), affetto da una malattia che ha trasformato la sua pelle in quella di un pericoloso rettile e, infine, l’archeologa June Moone (Cara Delevingne), il corpo della quale è ormai in possesso della potente Incantatrice, strega millenaria. Superata questa fase introduttiva, Suicide Squad sembra però incominciare a girare a vuoto: non basta insistere sui flashback relativi al pregresso dei vari personaggi, infatti, per arricchire un impianto “drammaturgico” abbastanza povero e scontato. Cosa resa ancor più eloquente dall’incessante utilizzo di una playlist musicale (da Without Me di Eminem alla versione di Bohemian Rhapsody dei Panic! At The Disco) che anziché accompagnare, sottolineare i momenti, sembra doverne riempire piuttosto i vuoti. Vuoti in cui, paradossalmente, si prova a muovere un film invece stracolmo, talmente interessato all’aspetto iconografico, alla strizzatina d’occhio verso il cosplayer di turno, che finisce per perdersi lungo la strada. Prediligendo la faciolada e fottendosene allegramente di qualsivoglia, minimo appiglio alla verosimiglianza. Che, nei limiti del possibile certo, vale anche per i comic-movie. Forse anche per questo, alla fine a salvarsi dalla mischia sono proprio i personaggi più “umani” del gruppo: Will Smith e l’irresistibile Margot Robbie, un Harley Quinn ( harlequin, arlecchina) follemente contagiosa. E chissà cos’altro avrà potuto regalare nella versione “nativa” del film, quella che i vari rumors vorrebbero “più cupa e violenta”, poi rivisitata per l’approdo nelle sale. Resta comunque la certezza che un prodotto simile, nelle mani di qualcun altro (e lontano dalla longa manus di Zack Snyder…) avrebbe potuto regalare soddisfazioni migliori.

  • La Repubblica

    (...) un'avventura (...) super violenta senza però, ovvio, rinunciare a voler essere anche etica. (...) Prosegue la storia ormai ottantennale della irriducibile rivalità tra DC e Marvel ('X-Men', 'Iron Man'). Che, malgrado i tanti alti e bassi, cadute e risalite della prima, ha continuato a vederla segnare punti a proprio favore nella battaglia per la supremazia cinematografica.

  • Il Giornale

    E' fuor di dubbio che 'Suicide Squad', uno dei film più attesi di questo agosto cinematografico, abbia dei limiti, delle evidenti imperfezioni. La prima su tutte è legata ad una sceneggiatura che non premia in modo omogeneo i vari personaggi della storia, nonostante siano tutti affascinanti, travolti, anzi asfaltati, dalla potenza visiva di una strepitosa Margot Robbie che consegna la sua Harley Quinn all'immortalità del grande schermo. Eppure, anche con i suoi difetti, la pellicola attrae e cattura, piace e diverte pur nel suo caotico evolversi, grazie anche a una fotografia ben calibrata e, soprattutto, alla vibrante e trascinante colonna sonora. (...) un ottimo Will Smith (...) Jared Leto, non così convincente, anzi quasi inutilmente imposto (...) eccezionale Viola Davis (...). Un «gangster movie» prestato ai fumetti, goliardico e paradossale, che non si prende mai sul serio e, soprattutto, che non costringe lo spettatore a guardare, sconsolato, l'orologio.

  • Libero

    Che dobbiamo dirvi. Che se fossimo a Natale invece che a Ferragosto (...) non faremmo certo pazzie per 'Suicide Squad', che in una futura storia del cinema dei supereroi non occuperà certo un posto tra gli indimenticabili. Ma siamo in uno dei giorni più caldi dell'anno, in mezzo a bambini urlanti che lordano i pavimenti di popcorn e l'indulgenza è quasi inevitabile. Tra i motivi d'indulgenza, Margot Robbie, forse l'attrice più sexy del momento, e per di più decisamente brava. Qui le hanno affidato un personaggio non molto interessante sulla carta fumettata (una cretina masochista che il Joker quando era stufo buttava in un canile) e lei lo trasforma, ne fa un eroina sui generis, i migliori colpi di scena le sono affidati, e Margot non li prepara cinguettando come ognuno s'aspetta da ogni pupa del gangster. Il gangster cioè il Joker. Jared Leto ha ereditato la maschera ridente dal defunto Heath Ledger ma non lo fa rimpiangere, anzi in una sequenza sadomaso con Margot aggiunge una marcia in più al suo cattivissimo. Bene anche Will Smith, il killer che (ricordo della Sporca dozzina) si scopre insospettate doti di eroico leader. E benissimo Viola Davis, dominante come la sua avvocatessa de 'Le regole del delitto perfetto' ma con una velenosa vena di cattiveria e cinismo in più. Cos'è allora che tiene indietro 'Suicide Squad', che lo mette in serie B nella classifica dei film del filone super? Il fatto che, tratto da un fumetto, è rimasto tale, cioè bidimensionale nel tratteggio dei caratteri e nell'organizzazione degli avvenimenti. Cosa ha messo in serie A 'Iron Man' e 'Batman', come lo fa da anni Christopher Nolan? Che gli sceneggiatori avevano reinventato i personaggi, immaginato conflitti plausibili per un pubblico maggiorenne. A parte Margot Robbie, 'Suicide' sembra allestito per un pubblico di under 10. Con uguali, modiche pretese.

  • Il Manifesto

    Considerando che Ayer dedica interminabili, e quasi del tutto inutili, sequenze di battaglia tra la «squadra suicida» e dei Metaumani con le teste che sembrano blocchi di lava, la parte migliore del film è all'inizio, quando si presentano i personaggi. Ma se il loro cinico, scanzonato, antiautoritarismo e la loro anima antieroica ricordano quella dei guardiani della galassia, la sceneggiatura dello stesso Ayer dà loro pochissime opportunità di svilupparsi nel corso del film, e agli attori di giocare di humor tra di loro. Il che è un peccato perché sarebbero in grado di farlo bene. Autore interessante quando si confronta con un progetto piccolo e originale come il poliziesco 'End of Watch', alle prese con un budget di 175 milioni di dollari Ayer è un regista privo di immaginazione. E, se qui è meno statico di quanto lo fosse nel soporifero film di guerra 'Fury', la sua azione non ha coreografia o coerenza interna. E non sembra nemmeno molto interessato a lavorare sul linguaggio del fumetto. Per portare al cinema i supereroi bisogna capirli e amarli almeno un po' (...) 'Suicide Squad' sembra girato nel catrame, ma il suo «nero» non assume mai la dimensione esistenziale tragica che Tim Burton aveva dato ai suoi film sull'uomo pipistrello. E' un'immagine confusa e basta.

  • Il Messaggero

    (...) un 'popcorn movie' coloratissimo, non privo di cadute e di incongruenze ma spesso piuttosto divertente, tutto tinte acide e controscene beffarde, che cavalca lo spunto offerto dagli albi della DC Comics per proporre un'ammucchiata ribalda di antieroi più o meno super, ma tutti cattivissimi. Messi insieme dalla solita agenzia governativa per sgominare un nemico molto più malvagio di loro... (...) facile puntare il dito contro le debolezze di uno script sovraffollato di personaggi e cameos (...), o la superficialità delle 'psicologie'. In realtà proprio qui sta il divertimento, e la rivincita per chi non ha mai sopportato i supereroi dell'ultimo decennio, nevrotici o angosciato come filosofi tedeschi. In fondo questa variazione in chiave 'superhero' di tutte le squadre di canaglie messe insieme dal cinema, dai 'Sette Samurai' agli 'X men' passando per 'Ocean 11', malgrado l'azione martellante e gli inevitabili pedaggi pagati all'estetica ripetitiva dei blockbuster, privilegia lo humor.

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