Scuola, continuano le mobilitazioni contro la riforma Gelmini - Virgilio Milano
 

Scuola, continuano le mobilitazioni contro la riforma Gelmini

'Tu tagli, io raglio'. A Milano sfilano bambini, genitori, insegnanti per difendere la qualità dell'istruzione pubblica

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Scuola: proteste contro la riforma Gelmini

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Genitori e docenti in mutande

Alla scuola di Grottarossa la protesta sorprende i passanti

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Le scuole protestano contro la riforma Gelmini

Gli studenti scendono in campo anche il Pacinotti ed il Serpieri

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Cortei, scioperi, blocco degli scrutini, flash mob: è un finale di anno scolastico particolarmente caldo. La colonnina del mercurio ha cominciato a salire con la comunicazione dei tagli agli organici relativi al prossimo anno, e ora la protesta sta toccando quasi tutte le città.

Ieri a Milano hanno manifestato i comitati dei genitori delle scuole della zona 5 (Milano sud) e della zona 8 (nord-ovest). Un variopinto corteo ha sfilato da via Palmieri a piazza XXIV Maggio: 'io non ci sto!' si legge a chiare lettere sulle bandiere gialle dei manifestanti, ma il clima di protesta si stempera nell’allegria di chi ha deciso di 'scendere in piazza', sottraendo per poche ore al traffico e all’indifferenza qualche metro di città.

Genitori, bambini e insegnanti 'armati' di striscioni, cartelli, palloncini, fischietti e centinaia forbici riprodotte ovunque, simbolo di quelle 'lame ministeriali' responsabili dell'eliminazione di 700 docenti delle 'elementari' su tutto il territorio milanese - a fronte di un aumento di 1900 alunni, a detta dei contestatori. Le emergenze più sentite dagli utenti della scuola pubblica sono l'eliminazione delle compresenze e il tempo pieno: 150 classi, a fronte dei tagli, sono state trasformate d'ufficio a tempo normale, e 2900 alunni non potranno usufruire del servizio di 40 ore settimanali, come richiesto dalla maggior parte dei genitori del capoluogo lombardo. Non solo. Genitori e insegnanti sanno che con la riforma Gelmini sono a rischio i servizi offerti dal mediatore culturale e dall'insegnante di sostegno, che non sono state stanziate risorse per i docenti specialisti in lingua inglese e che non è prevista la presenza di insegnanti durante la mensa.
 
«Non è solo un problema di monte ore - dice sconsolata Manuela, insegnante della scuola primaria Thouar Gonzaga, camminando fianco a fianco con alcuni alunni - Anche nelle classi dove il tempo pieno è garantito, è il modello educativo a essere gravemente compromesso: con un solo insegnante di riferimento per le 27 ore obbligatorie, il tempo restante sarà coperto da altri docenti incaricati di 'occupare' le ore pomeridiane, senza necessariamente avere un progetto didattico condiviso. I bambini saranno "sorvegliati", ma "insegnare" è un'altra cosa». Poco oltre, pargoli al seguito, interviene Roberta, mamma di terza elementare «La classe di mia figlia quest'anno ha partecipato a un laboratorio di incisione, ha fatto interessanti uscite didattiche, è andata in Liguria una settimana con "Scuola Natura". Mi chiedo come sarà possibile tutto ciò se saltano le compresenze…». 'Certi tagli non si rimarginano' chiosa il cartello che campeggia sulla schiena di un bimbetto.
 
La manifestazione prosegue lungo Corso San Gottardo e termina alla darsena, sotto le colonne della Porta. C'è ancora tempo per accogliere la scuola di via Santa Croce, che nel frattempo si è unita alla mobilitazione. Qualche pacca sulla spalla, un'ultima corsa nell'atrio dedicato "alla pace liberatrice dei popoli", il microfono nella mani di alcuni bambini che arricchiscono la performance ballando un po', e il racconto di una fiaba che strizza l'occhio fin dal titolo: "La rivolta dei conigli". I saluti sono un arrivederci all'appuntamento successivo: la mobilitazione continua venerdì 11 giugno alle ore 18,00 in piazza del Duomo. (L.F.)


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