Le 5 curiosità e stranezze della città di Milano

5 cose strane e curiose da vedere passeggiando per Milano

Milano, città frettolosa e capitale dell’economia e del business, ha sempre dato di sé un’immagine seriosa e fredda: come immaginarsi quindi che, muovendosi per la metropoli, ci si possa imbattere in cose strane e curiose?

Eppure è proprio così… dopo avervi mostrato i luoghi milanesi più belli da fotografare vogliamo farvi conoscere le 5 cose più curiose di Milano che, in ogni caso, resta “un gran Milan”.

5 curiosità e stranezze di milanoTra le cose più strane e inquietanti da vedere a Milano c’è il Biscione, simbolo araldico dei Visconti, che divenne poi stemma della città. Secondo la leggenda, l’effigie fu adottata dopo il ritorno di Ottone Visconti dalla seconda crociata, come ricordo della sconfitta di un saraceno. Un’altra interpretazione più fantasiosa attribuisce invece a Umberto Visconti, capostipite della famiglia, la scelta dello stemma.

Si narra che durante il Medioevo un drago tormentasse gli abitanti di Milano, nutrendosi di bambini e provocando la febbre gialla con il suo fiato pestilenziale. In molti tentarono di uccidere il drago, fino a che Umberto Visconti non ebbe successo: celebrò la vittoria, scegliendo come propria effigie una biscia con un bambino in bocca. Il simbolo ricorre in molti luoghi della città, a partire dal celebre Castello Sforzesco.

5 curiosità e stranezze di milanoPasseggiando per le strade di Milano, è facile rendersi conto di come i murales siano diventanti negli anni parte integrante del contesto urbano, strane creazioni amate tanto dagli abitanti quanto dai turisti. Tra le opere di street art più particolari, segnaliamo i graffiti di corso di Porta Ticinese (tra cui una rilettura della Crezione d’Adamo di Michelangelo) e quelli del Giardino delle Culture, a Porta Vittoria.

Nuovi e scenografici murales sono i ritratti sui muri di via Mercalli, all’angolo con via San Calimero: un tributo a illustri personaggi milanesi scomparsi, come Enzo Jannacci, Alda Merini, Giorgio Gaber, Luchino Visconti, Franca Rame e Claudio Abbado. Infine, sparsi per le vie della città, potrete incontrare gli omini cubici di Bros o i fittoni pinguino di Pao.

5 curiosità e stranezze di milanoLo sapevate che a Milano c’è una via soprannominata la Strada degli Gnomi? Si tratta di via Lepanto, nel quartiere residenziale Maggiolina, a Nord di Milano. Il curioso nomignolo deriva dall’estetica di alcune case che si trovano nella via, costruite a forma di fungo o di igloo… proprio come quelle degli gnomi! Queste strane abitazioni circolari furono progettate nel 1946 dall’architetto Mario Cavallè.

Ancora oggi, seminascoste dalla vegetazione, otto delle dodici casette originarie sono visibili. Hanno un diametro di 7,5 metri e un’altezza di poco superiore ai 3 metri. In totale hanno una superficie di 45 metri quadrati, cui si aggiunge un piano interrato e un giardinetto. Alcune case sono tuttora abitate, anche se sembra che solo due di queste abbiano mantenuto la disposizione degli spazi originaria, con l’ingresso, il bagno, le due camerette e la cucina.

5 curiosità e stranezze di milanoUno dei luoghi più strani e inquietanti di Milano è sicuramente la Chiesa di San Bernardino alle Ossa, in piazzale Santo Stefano. La chiesa fu costruita nel 1269, vicino al lebbrosario di via Brolo e al cimitero-ossario per ospitare le vittime della malattia, che venne poi inglobato dalla chiesa stessa nel 1626. Nella piccola cappella dell’ossario, tutte le pareti sono ricoperte di ossa e teschi umani, appartenenti a quelli che erano stati sepolti nel cimitero.

Anche l’altare è pieno di teschi, custoditi dentro teche di vetro, insieme ai resti di alcuni condannati a morte. Come se non bastassero lo spazio angusto e le sinistre decorazioni, una leggenda narra che uno dei teschi sull’altare, appartenente a una bambina, prenda vita la notte del 2 novembre, per invitare gli altri scheletri a inscenare con lei una macabra danza.

5 curiosità e stranezze di milanoLa cosa più strana e inquietante che si può vedere a Milano è però l’installazione chiamata Wall of Dolls. Si tratta di una rete metallica a ridosso di un muro, che si trova a pochi passi dalle colonne di San Lorenzo in via De Amicis. Qui sono state appese, o per meglio dire impiccate, alcune bambole realizzate da 50 noti brand del mondo della moda Made in Italy – tra cui Trussardi, MaxMara, Alberta Ferretti. Altre bambole sono state aggiunte in seguito, donate dalle associazioni che hanno aderito all’iniziativa contro il femminicidio.

Obiettivo del muro è dunque quello di sensibilizzare l’opinione pubblica al problema della violenza contro le donne, utilizzando le bambole come simbolo delle vittime. L’iniziativa è lodevole, ma l’effetto estetico complessivo, seppur emozionante, risulta un po’ inquietante.

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