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Peter Rabbit

  • Uscita:
  • Durata: 93min.
  • Regia: Will Gluck
  • Cast: Domhnall Gleeson, Rose Byrne
  • Prodotto nel: 2018 da WILL GLUCK, ZAREH NALBANDIAN PER SONY PICTURES ANIMATION, COLUMBIA PICTURES, OLIVE BRIDGE ENTERTAINMENT, IN ASSOCIAZIONE CON 2.0 ENTERTAINMENT
  • Distribuito da: WARNER BROS. ENTERTAINMENT ITALIA
  • Tratto da: libri di Beatrix Potter

TRAMA

L'ostilità tra Peter Rabbit e Mr. McGregor si intensifica più che mai, quando arrivano a contendersi l'affetto della loro vicina di casa, una ragazza adorabile e amante degli animali.

Dalla critica

  • Cinematografo

    Non è la prima volta che un coniglio parlante ruba la scena agli umani. Chi ha incastrato Roger Rabbit , con lo zampino della Amblin di Steven Spielberg, è stato lo spartiacque di un genere. Ma senza andare troppo lontano, La gang del bosco aveva dipinto una divertente satira del nostro mondo, un attacco al consumismo e all’ingordigia, con una storia simile alle peripezie di Peter Rabbit . Lui vive in mezzo alla natura, in un paesino di campagna per ricchi inglesi. Si veste con una giacchetta blu, è arrogante, senza freni e passa il suo tempo rischiando la morte nell’orto del vicino: l’allampanato e violento McGregor. Peter non teme il pericolo, vuole rubare frutta e verdura per organizzare succulenti banchetti, così ogni mattina sfida il vecchio e il suo rastrello. Ma McGregor ha i giorni contati: muore per un infarto, e gli animali festeggiano con un party degno di un re, diventando i padroni di casa. La natura vince contro l’uomo e si riprende ciò che era suo, fino a quando il folle nipote eredita il “maniero”. Lavorava agli Harrods, ha la mania del controllo, è un po’ suonato, e si è fatto cacciare per aver distrutto il reparto giocattoli dopo aver perso una promozione. Pensa di essere un uomo in carriera, senza paura, ma Peter e compagni, senza contare la bella dirimpettaia, lo aspettano al varco. Il film è tratto dal classico per bambini The Tale Of Peter Rabbit , di Beatrix Potter. Era una vicenda molto semplice, in cui alla fine il protagonista andava a letto senza cena. Il formato del libro era a “portata di manina”, molto piccolo, e il suo punto di forza erano i disegni, gli acquerelli. Il regista Will Gluck stravolge il lavoro della Potter, e costruisce un’opera modaiola, con una colonna sonora pop e Peter che si atteggia a monellaccio di quartiere. Le sue scorribande non hanno niente a che vedere con l’originale. Sono a ritmo di musica (con un’infarinatura anche rap), al limite del demenziale, e lui sembra un bullo dal cuore buono. Gluck vorrebbe aggiornare l’idea di Beatrix Potter, renderla contemporanea con l’ecologia, con le inclinazioni vegane, il difficile rapporto tra la crescita interiore e l’ambizione. Ma i buoni propositi si perdono nei pirotecnici effetti speciali. Vanghe, steccati, candelotti di dinamite: ogni oggetto può diventare un’arma in una guerra senza esclusione di colpi. Peter Rabbit nasce sull’onda di Paddington , l’orsacchiotto in salsa british innamorato della marmellata. Ma non ha la stessa prontezza di spirito, la cura per i colori e la simpatia dei personaggi. Forse Beatrix Potter aveva ragione quando nel 1936 si rifiutò di cedere i diritti di quest’avventura a Walt Disney, che voleva portarla sul grande schermo. Chissà cosa direbbe oggi davanti a questi “roditori” antropomorfi un po’ sguaiati…

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